giovedì 26 febbraio 2009

DICHIARAZIONE SCRITTA
presentata a norma dell'articolo 116 del regolamento da Riccardo Vnetre
sulla promozione dei diritti della famiglia

Dichiarazione scritta sulla promozione dei diritti della famiglia

Il Parlamento europeo,
– visto l'articolo 33 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea
– visto l'articolo 116 del suo regolamento,

A. premettendo che tra i compiti della Sottocommissione parlamentare dei diritti dell'uomo riveste particolare importanza la salvaguardia e il rispetto della vita familiare,
B. considerando che la famiglia è un bene universale di portata basilare dal quale dipendono il senso di appartenenza, l'identità culturale e la trasmissione dei valori degli individui,
C. considerando che la famiglia in Europa sta attraversando un periodo di crisi e declino dovuti alla riduzione del numero dei matrimoni, ad un crescente declino demografico, e ad un diffuso senso di incertezza economica,
D. considerando che l'equa conciliazione tra lavoro e famiglia resta uno degli obiettivi da perseguire per prevenire la disgregazione del tessuto familiare,
E. considerando che l'attuale crisi economica ha delle gravi ripercussioni sulla salute della famiglia compromettendone la dignità e l'armonia, nonché svalutandone il valore intrinseco,

1. invita la Commissione ad inserire la promozione della famiglia nelle priorità delle prossime politiche sociali europee, riconoscendo le attuali difficoltà dell'istituto familiare e mettendone in risalto il valore di capitale sociale imprescindibile per l'ottimizzazione e la sostenibilità delle istanze comunitarie,
2. invita la Commissione a riconoscere la famiglia come un soggetto giuridico la cui tutela deve essere garantita a livello comunitario,
3. invita il Consiglio a includere questa tematica nell'ordine del giorno delle sue sedute future,
4. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente dichiarazione, con l'indicazione dei nomi dei firmatari, alla Commissione e al Consiglio.

mercoledì 25 febbraio 2009

DICHIARAZIONE SCRITTA
presentata a norma dell'articolo 116 del regolamento da Riccardo Ventre
sull'attuazione di misure preventive per combattere il fenomeno delle baby-gang nei Paesi membri dell'Unione Europea


Dichiarazione scritta sull'attuazione di misure preventive per combattere il fenomeno delle baby-gang nei Paesi membri dell'Unione Europea

Il Parlamento europeo,
- vista la raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa agli Stati membri del 24 settembre 2003,
- vista la risoluzione del Parlamento europeo del 21 giugno 2007 sulla delinquenza giovanile: il ruolo delle donne, della famiglia e della società (2007/2011 (INI)),
- visto il titolo XI del trattato che istituisce la Comunità europea,
– visto l'articolo 116 del suo regolamento,

A. considerando che la criminalità minorile organizzata nel cosiddetto fenomeno delle "baby-gang" rappresenta una problematica sociale in allarmante espansione e che sempre più spesso gruppi di giovani di età compresa fra i 13 ed i 18 anni praticano forme di estorsioni o di violenza,
B. considerando che le baby-gang sono formate prevalentemente da minori che vivono una difficile situazione familiare o sociale,
C. considerando che le istituzioni scolastiche e la famiglia costituiscono gli ambienti principali in cui gli adolescenti vivono e si confrontano,

1. Invita le Istituzioni a riconsiderare il quadro dei programmi europei per le politiche giovanili alla luce della problematica della criminalità minorile organizzata in bande.
2. Invita la Commissione a definire una nuova linea di finanziamento di misure preventive per la lotta contro il diffondersi del fenomeno delle bande composte da cittadini minorenni.
3. Invita la Commissione a predisporre una campagna di sensibilizzazione e prevenzione della criminalità minorile nelle scuole e nei centri di aggregazione giovanile.
4. Incarica il suo Presidente di trasmettere la presente dichiarazione, con l'indicazione dei nomi dei firmatari, alla Commissione e al Consiglio.

martedì 17 febbraio 2009

ANCHE L'ESPRESSO PREMIA VENTRE COME EURODEPUTATO TRA I PIU' PRESENTI E INFLUENTI

Anche l'Espresso, il settimanale di sinistra radical chic tra i più noti d'Italia, nel numero in edicola questa settimana, premia Riccardo Ventre come europarlamentare modello e presente agli incontri in aula al Parlamento Europeo, contrariamente alla moda dei deputati italiani di essere sempre assenti e dunque di contare ed essere poco influenti.
Ventre, esponente di Forza Italia, il più votato nella circoscrizione Sud alle scorse elezioni dopo Silvio Berlusconi con circa 85mila voti, è tra fedelissimi dell'Europarlamento. E' infatti stato presente in questi 5 anni per il 70 per cento degli incontri in Parlamento (Fonte: Elaborazione Espresso su dati del Parlamento Europeo al 15 gennaio 2009).
E' anche intervenuto 5 volte in assemblea.
Ventre è praticamente tra i primi parlamentari italiani a Bruxelles e Strasburgo e quindi anche tra i più influenti: la sua firma è apposta infatti sulla maggior parte dei provvedimenti presi riguardanti l'Italia e non. Un bene per l'Italia perchè solo con una presenza fissa in Parlamento si può intervenire per far approvare leggi che sostengano l'Italia o non la danneggino.

domenica 15 febbraio 2009

Lettera aperta al Presidente della Comunità Montana Zona del Matese, Fabrizio Pepe

Egregio Presidente,
ho letto della sua iniziativa avente ad oggetto un incontro con studenti, sindaci e deputati europei, per discutere delle problematiche ma, soprattutto, delle opportunità da cogliere con la Comunità Europea. Non sono stato invitato a detto incontro ma, ove ne fossi stato a conoscenza, sarei venuto molto volentieri. Come lei ben sa, infatti, sono oltre 25 anni che mi occupo di problemi di montagna e ciò sia perché risiedo un paese dell’alto casertano, sia perché sono stato un amministratore della Comunità Montana del Monte Maggiore ed ho quindi approfondito le esigenze avvertite dalle popolazioni. Avrei potuto e potrei dare un contributo di esperienza per i nostri bei comuni, oltre, naturalmente, prospettare eventuali soluzioni finanziabili dalla Comunità europea nell’interesse delle nostre città.

venerdì 30 gennaio 2009

Il giorno 6 febbraio p.v. inizierà il nuovo corso di formazione politica che si terrà a Cardito presso la sala consiliare del Comune alle ore 16,00.
Il Comune ospitante, Cardito, e dai comuni di Afragola, Caivano, Frattamaggiore e Grumo Nevano.
Sono previste sei giornate di lavoro:
6 febbraio
13 febbraio
20 febbraio
27 febbraio
6 marzo.
Il corso mira a concorrere alla formazione di una nuova classe politica ed è rivolto a studenti universitari, dirigenti di partito, amministratori ed, in genere, a tutti coloro che sono interessati in qualche modo alla politica.
I docenti saranno esponenti di Governo, deputati europei, docenti universitari e funzionari che lavorano nelle istituzioni pubbliche.
La partecipazione è gratuita.
Vi aspetto in tanti

giovedì 29 gennaio 2009

società Setola

Nei primi giorni dell’ennesimo scandalo alla Provincia, ossia dei lavori affidati ad un’azienda il cui proprietario di fatto sarebbe un congiunto stretto di un affiliato alla camorra, Setola, alcuni organi di stampa hanno fatto riferimento all’inizio di tali rapporti all’anno 2004, ossia all’ultimo anno di mia presidenza di questa provincia (presidenza terminata nella prima settimana di aprile 2004).
Si trattava di errata informazione alla quale ha posto fine con chiarezza, che gli fa onore, il Direttore Generale della Provincia in una risposta scritta data al consigliere provinciale Magliocca nella quale ha precisato che i rapporti di cui trattasi erano iniziati nell’anno 2006 ed erano proseguiti negli anni successivi. In buona sostanza tutto si è svolto con l’attuale amministrazione e non è affatto iniziato con la precedente. Sulla circostanza ho taciuto, garantista come sono.
Resto sconcertato oggi nel leggere un comunicato ufficiale di un partito di sinistra, che condivide la responsabilità della gestione della Provincia, con cui questa volta, non con la disinformazione iniziale di alcuni quotidiani, ma certamente con mala fede, nel difendere l’attuale gestione fa risalire il momento iniziale del rapporto all’amministrazione precedente.
Trattasi di un comportamento indegno, immorale che va stigmatizzato nel modo più fermo possibile. Sia chiaro per tutti che da atti pubblici in possesso ormai di tutti, e fortunatamente non alterabili, i rapporti con questa società che, non so se corrisponde al vero o meno, avrebbe nei suoi esponenti strettissime parentele camorristiche, sono iniziati e si sono svolti a trattativa privata, dico a trattativa privata, negli anni 2006, 2007 e 2008 con l’amministrazione De Franciscis e dei suoi compari.
Chi mi conosce sa che non sono abituato a polemiche ma questa precisazione se la sono proprio chiamata perché la mala fede non può trovare giustificazioni.

venerdì 23 gennaio 2009

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE dell'On. Riccardo Ventre (PPE-DE)


Oggetto: Popolazioni del Myanmar

Quasi un mese dopo il passaggio del ciclone Nargis che ha fatto 130 000 morti ed ha lasciato 2.4 milioni di senzatetto, la situazione in Birmania è ancora molto difficile. Il tardivo arrivo di aiuti e soccorritori stranieri, bloccati per lungo tempo dal Generale della giunta militare birmana, Than Shwe, non sembra aver apportato alcun miglioramento.
Numeri alla mano, gli aiuti umanitari internazionali hanno raggiunto ad oggi appena un quarto della popolazione colpita dal cataclisma: le Nazioni Unite stimano che oltre il 60 % dei bisognosi non hanno ancora ricevuto il minimo soccorso.
Nella zona del delta, una delle più colpite dal ciclone, si stima che più di 5 000 km quadrati siano sott'acqua. «Sono più di un milione le persone al momento senzatetto e bisognose di immediata assistenza», aveva detto Richard Horsey, portavoce dell'ufficio Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari, nel corso di un incontro a Bangkok sull'emergenza umanitaria; oggi la situazione continua ad essere drammatica e, nonostante le prime operazioni di soccorso, non si riscontrano ancora risultati tangibili che possano far sperare in un miglioramento.
La mancanza di acqua potabile è diventata la maggiore minaccia sanitaria post-ciclone. Il delta del fiume Irrawaddy è un’immensa palude nel quale i sopravvissuti si ammassano nei pochi villaggi rimasti in piedi nella speranza di trovare aiuto. Oltre il 20 % dei bambini con meno di 5 anni, rimasti orfani dei genitori, vivono in condizioni igienico-sanitarie disperate. Nelle zone più colpite e inondate dall’acqua del mare, la gente ancora si disseta bevendo dai fiumi e dalle lagune: i casi di colera sono in continuo aumento.
Il Parlamento Europeo a Strasburgo ha condannato come «inaccettabile» la lenta risposta data dalle autorità birmane alla grave crisi umanitaria causata dal ciclone Nargis. Il Parlamento ha sottolineato anche la necessità che i diritti umani dei cittadini della Birmania non debbono e non possono essere calpestati. Le discussioni a Strasburgo hanno portato all'adozione, il 22 maggio scorso, di una risoluzione comune che rivolge un chiaro appello che gli aiuti umanitari possano giungere alle popolazioni colpite, sottolineando la necessità che accada anche senza il permesso della giunta militare birmana.
Allo stato dei fatti, la comunità internazionale continua ad incolpare la giunta militare per la mancata tempestività nei soccorsi e il rifiuto di ricevere aiuti; ciononostante, il viceministro degli esteri birmano, Aye Myint, ha dichiarato oggi, durante una conferenza internazionale sulla sicurezza a Singapore, che i soccorsi sono stati immediati e che «il processo di ricostruzione procederà in maniera rapida».
Riconoscendo il merito per gli importanti risultati ottenuti, potrebbe Consiglio illustrare quali azioni intende adottare per accelerare ed agevolare in concreto una situazione che allo stato attuale delle cose risulta ancora drammatica?

Risposta del Consiglio

Il Consiglio ha esortato in svariate occasioni le autorità della Birmania/Myanmar ad accelerare l'assistenza di emergenza alle persone colpite dal ciclone Nargis e a concedere accesso illimitato agli esperti umanitari e alle forniture di aiuti. Il Consiglio prende atto di un qualche miglioramento per quanto riguarda l'accesso e la fornitura di assistenza ma continua ad essere preoccupato per il fatto che non tutte le persone colpite hanno ancora ricevuto assistenza e per le notizie di continui e nuovi rinvii.
Nelle scorse settimane l'UE ha sollevato la questione in tutti i suoi contatti con i partner asiatici e resta fortemente impegnata a mantenerla viva nell'agenda internazionale.