INTERROGAZIONE SCRITTA PRESENTATA DA RICCARDO VENTRE IL 25/02/09
Neccessità di personale medico a bordo degli aerei
Ogni anno aumentano le emergenze sanitarie in volo. In mancanza di una raccolta dei dati centralizzata da parte di un organismo internazionale, è difficile fornire delle statistiche sulla frequenza dei malori a bordo degli aerei, ma secondo delle stime della European civil aviation conference nel mondo si verificano almeno 350 richieste al giorno di assistenza medica in volo.
Eppure il medico a bordo continua a restare una figura assente salvo che non si trovi casualmente tra le file dei passeggeri, ma anche in quest'ultimo caso non sempre è nelle condizioni di rispondere legalmente del suo intervento.
In Europa è operativo il manuale della Joint Aviation Authorities (Jaar-Ops) in cui è previsto che un equipaggio sia addestrato al primo soccorso e alle procedure di rianimazione cardiopolmonare.
Si pone il problema se questa procedura sia sufficiente per salvare la vita a chi viene colpito da arresto cardiaco. La rianimazione polmonare infatti non può durare per più di 15 minuti e serve solo in attesa di un defibrillatore salvavita che, con l'attuale normativa vigente, non fa parte dell'equipaggiamento medico obbligatorio in dotazione dell'aereo.
Tenendo conto delle suddette considerazioni:
1) la Commissione ha valutato la possibilità di istituire una raccolta dati sistematica sugli episodi di emergenze sanitarie in volo?
2) In assenza di un medico a bordo, su quale altra risorsa si potrà contare in caso di un'emergenza sanitaria?
3) Premettendo che l'aumento dell'età media della popolazione che si avvale di questo mezzo di trasporto implica un corrispondente aumento del rischio di gravi emergenze cardiovascolari nonché di decessi in volo per morte cardiaca improvvisa, non ritiene forse la Commissione necessaria la presenza obbligatoria di un medico a bordo degli aerei?
venerdì 27 febbraio 2009
giovedì 26 febbraio 2009
DICHIARAZIONE SCRITTA
presentata a norma dell'articolo 116 del regolamento da Riccardo Vnetre
sulla promozione dei diritti della famiglia
Dichiarazione scritta sulla promozione dei diritti della famiglia
Il Parlamento europeo,
– visto l'articolo 33 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea
– visto l'articolo 116 del suo regolamento,
A. premettendo che tra i compiti della Sottocommissione parlamentare dei diritti dell'uomo riveste particolare importanza la salvaguardia e il rispetto della vita familiare,
B. considerando che la famiglia è un bene universale di portata basilare dal quale dipendono il senso di appartenenza, l'identità culturale e la trasmissione dei valori degli individui,
C. considerando che la famiglia in Europa sta attraversando un periodo di crisi e declino dovuti alla riduzione del numero dei matrimoni, ad un crescente declino demografico, e ad un diffuso senso di incertezza economica,
D. considerando che l'equa conciliazione tra lavoro e famiglia resta uno degli obiettivi da perseguire per prevenire la disgregazione del tessuto familiare,
E. considerando che l'attuale crisi economica ha delle gravi ripercussioni sulla salute della famiglia compromettendone la dignità e l'armonia, nonché svalutandone il valore intrinseco,
1. invita la Commissione ad inserire la promozione della famiglia nelle priorità delle prossime politiche sociali europee, riconoscendo le attuali difficoltà dell'istituto familiare e mettendone in risalto il valore di capitale sociale imprescindibile per l'ottimizzazione e la sostenibilità delle istanze comunitarie,
2. invita la Commissione a riconoscere la famiglia come un soggetto giuridico la cui tutela deve essere garantita a livello comunitario,
3. invita il Consiglio a includere questa tematica nell'ordine del giorno delle sue sedute future,
4. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente dichiarazione, con l'indicazione dei nomi dei firmatari, alla Commissione e al Consiglio.
presentata a norma dell'articolo 116 del regolamento da Riccardo Vnetre
sulla promozione dei diritti della famiglia
Dichiarazione scritta sulla promozione dei diritti della famiglia
Il Parlamento europeo,
– visto l'articolo 33 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea
– visto l'articolo 116 del suo regolamento,
A. premettendo che tra i compiti della Sottocommissione parlamentare dei diritti dell'uomo riveste particolare importanza la salvaguardia e il rispetto della vita familiare,
B. considerando che la famiglia è un bene universale di portata basilare dal quale dipendono il senso di appartenenza, l'identità culturale e la trasmissione dei valori degli individui,
C. considerando che la famiglia in Europa sta attraversando un periodo di crisi e declino dovuti alla riduzione del numero dei matrimoni, ad un crescente declino demografico, e ad un diffuso senso di incertezza economica,
D. considerando che l'equa conciliazione tra lavoro e famiglia resta uno degli obiettivi da perseguire per prevenire la disgregazione del tessuto familiare,
E. considerando che l'attuale crisi economica ha delle gravi ripercussioni sulla salute della famiglia compromettendone la dignità e l'armonia, nonché svalutandone il valore intrinseco,
1. invita la Commissione ad inserire la promozione della famiglia nelle priorità delle prossime politiche sociali europee, riconoscendo le attuali difficoltà dell'istituto familiare e mettendone in risalto il valore di capitale sociale imprescindibile per l'ottimizzazione e la sostenibilità delle istanze comunitarie,
2. invita la Commissione a riconoscere la famiglia come un soggetto giuridico la cui tutela deve essere garantita a livello comunitario,
3. invita il Consiglio a includere questa tematica nell'ordine del giorno delle sue sedute future,
4. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente dichiarazione, con l'indicazione dei nomi dei firmatari, alla Commissione e al Consiglio.
mercoledì 25 febbraio 2009
DICHIARAZIONE SCRITTA
presentata a norma dell'articolo 116 del regolamento da Riccardo Ventre
sull'attuazione di misure preventive per combattere il fenomeno delle baby-gang nei Paesi membri dell'Unione Europea
Il Parlamento europeo,
- vista la raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa agli Stati membri del 24 settembre 2003,
- vista la risoluzione del Parlamento europeo del 21 giugno 2007 sulla delinquenza giovanile: il ruolo delle donne, della famiglia e della società (2007/2011 (INI)),
- visto il titolo XI del trattato che istituisce la Comunità europea,
– visto l'articolo 116 del suo regolamento,
A. considerando che la criminalità minorile organizzata nel cosiddetto fenomeno delle "baby-gang" rappresenta una problematica sociale in allarmante espansione e che sempre più spesso gruppi di giovani di età compresa fra i 13 ed i 18 anni praticano forme di estorsioni o di violenza,
B. considerando che le baby-gang sono formate prevalentemente da minori che vivono una difficile situazione familiare o sociale,
C. considerando che le istituzioni scolastiche e la famiglia costituiscono gli ambienti principali in cui gli adolescenti vivono e si confrontano,
1. Invita le Istituzioni a riconsiderare il quadro dei programmi europei per le politiche giovanili alla luce della problematica della criminalità minorile organizzata in bande.
2. Invita la Commissione a definire una nuova linea di finanziamento di misure preventive per la lotta contro il diffondersi del fenomeno delle bande composte da cittadini minorenni.
3. Invita la Commissione a predisporre una campagna di sensibilizzazione e prevenzione della criminalità minorile nelle scuole e nei centri di aggregazione giovanile.
4. Incarica il suo Presidente di trasmettere la presente dichiarazione, con l'indicazione dei nomi dei firmatari, alla Commissione e al Consiglio.
presentata a norma dell'articolo 116 del regolamento da Riccardo Ventre
sull'attuazione di misure preventive per combattere il fenomeno delle baby-gang nei Paesi membri dell'Unione Europea
Dichiarazione scritta sull'attuazione di misure preventive per combattere il fenomeno delle baby-gang nei Paesi membri dell'Unione Europea
Il Parlamento europeo,
- vista la raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa agli Stati membri del 24 settembre 2003,
- vista la risoluzione del Parlamento europeo del 21 giugno 2007 sulla delinquenza giovanile: il ruolo delle donne, della famiglia e della società (2007/2011 (INI)),
- visto il titolo XI del trattato che istituisce la Comunità europea,
– visto l'articolo 116 del suo regolamento,
A. considerando che la criminalità minorile organizzata nel cosiddetto fenomeno delle "baby-gang" rappresenta una problematica sociale in allarmante espansione e che sempre più spesso gruppi di giovani di età compresa fra i 13 ed i 18 anni praticano forme di estorsioni o di violenza,
B. considerando che le baby-gang sono formate prevalentemente da minori che vivono una difficile situazione familiare o sociale,
C. considerando che le istituzioni scolastiche e la famiglia costituiscono gli ambienti principali in cui gli adolescenti vivono e si confrontano,
1. Invita le Istituzioni a riconsiderare il quadro dei programmi europei per le politiche giovanili alla luce della problematica della criminalità minorile organizzata in bande.
2. Invita la Commissione a definire una nuova linea di finanziamento di misure preventive per la lotta contro il diffondersi del fenomeno delle bande composte da cittadini minorenni.
3. Invita la Commissione a predisporre una campagna di sensibilizzazione e prevenzione della criminalità minorile nelle scuole e nei centri di aggregazione giovanile.
4. Incarica il suo Presidente di trasmettere la presente dichiarazione, con l'indicazione dei nomi dei firmatari, alla Commissione e al Consiglio.
martedì 17 febbraio 2009
ANCHE L'ESPRESSO PREMIA VENTRE COME EURODEPUTATO TRA I PIU' PRESENTI E INFLUENTI
Anche l'Espresso, il settimanale di sinistra radical chic tra i più noti d'Italia, nel numero in edicola questa settimana, premia Riccardo Ventre come europarlamentare modello e presente agli incontri in aula al Parlamento Europeo, contrariamente alla moda dei deputati italiani di essere sempre assenti e dunque di contare ed essere poco influenti.
Ventre, esponente di Forza Italia, il più votato nella circoscrizione Sud alle scorse elezioni dopo Silvio Berlusconi con circa 85mila voti, è tra fedelissimi dell'Europarlamento. E' infatti stato presente in questi 5 anni per il 70 per cento degli incontri in Parlamento (Fonte: Elaborazione Espresso su dati del Parlamento Europeo al 15 gennaio 2009).
E' anche intervenuto 5 volte in assemblea.
Ventre è praticamente tra i primi parlamentari italiani a Bruxelles e Strasburgo e quindi anche tra i più influenti: la sua firma è apposta infatti sulla maggior parte dei provvedimenti presi riguardanti l'Italia e non. Un bene per l'Italia perchè solo con una presenza fissa in Parlamento si può intervenire per far approvare leggi che sostengano l'Italia o non la danneggino.
domenica 15 febbraio 2009
Lettera aperta al Presidente della Comunità Montana Zona del Matese, Fabrizio Pepe
Egregio Presidente,
ho letto della sua iniziativa avente ad oggetto un incontro con studenti, sindaci e deputati europei, per discutere delle problematiche ma, soprattutto, delle opportunità da cogliere con la Comunità Europea. Non sono stato invitato a detto incontro ma, ove ne fossi stato a conoscenza, sarei venuto molto volentieri. Come lei ben sa, infatti, sono oltre 25 anni che mi occupo di problemi di montagna e ciò sia perché risiedo un paese dell’alto casertano, sia perché sono stato un amministratore della Comunità Montana del Monte Maggiore ed ho quindi approfondito le esigenze avvertite dalle popolazioni. Avrei potuto e potrei dare un contributo di esperienza per i nostri bei comuni, oltre, naturalmente, prospettare eventuali soluzioni finanziabili dalla Comunità europea nell’interesse delle nostre città.
ho letto della sua iniziativa avente ad oggetto un incontro con studenti, sindaci e deputati europei, per discutere delle problematiche ma, soprattutto, delle opportunità da cogliere con la Comunità Europea. Non sono stato invitato a detto incontro ma, ove ne fossi stato a conoscenza, sarei venuto molto volentieri. Come lei ben sa, infatti, sono oltre 25 anni che mi occupo di problemi di montagna e ciò sia perché risiedo un paese dell’alto casertano, sia perché sono stato un amministratore della Comunità Montana del Monte Maggiore ed ho quindi approfondito le esigenze avvertite dalle popolazioni. Avrei potuto e potrei dare un contributo di esperienza per i nostri bei comuni, oltre, naturalmente, prospettare eventuali soluzioni finanziabili dalla Comunità europea nell’interesse delle nostre città.
Iscriviti a:
Post (Atom)